Il 2 settembre 2026 il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha adottato una nuova raccomandazione sull’alfabetizzazione all’intelligenza artificiale, indirizzata ai governi dei 46 Stati membri dell’organizzazione, Italia compresa. Il testo chiede di integrare l’educazione all’IA nei percorsi scolastici nazionali e di garantire formazione iniziale e continua a insegnanti, dirigenti e funzionari pubblici, con un’attenzione specifica riservata al personale della scuola.
La raccomandazione arriva a un mese esatto dal 2 agosto 2026, data in cui è diventato pienamente applicabile il Regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale (AI Act) e in cui il Consiglio dei Ministri italiano ha approvato i decreti legislativi di adeguamento della normativa nazionale. Per i dirigenti scolastici e i funzionari degli enti locali che seguono l’introduzione dell’IA nei propri servizi, il documento offre un riferimento concreto per programmare gli adempimenti dei prossimi mesi, pur non avendo natura di obbligo giuridico diretto.
Chi è coinvolto: scuole, insegnanti e pubblica amministrazione
Il documento si rivolge a studenti, insegnanti, genitori e lavoratori, ma chiede ai governi di riservare un’attenzione prioritaria al personale dell’istruzione, offrendo formazione iniziale e sviluppo professionale continuo sull’alfabetizzazione IA “con particolare attenzione ai professionisti dell’educazione”. Per un dirigente scolastico italiano questo significa che la formazione del personale docente e amministrativo sull’IA, già dovuta ai sensi dell’articolo 4 dell’AI Act (in vigore dal 2 febbraio 2025), va programmata come attività strutturale e ricorrente, non come iniziativa isolata.
Cosa prevede la raccomandazione: il modello a tre dimensioni
Il testo adottato dal Consiglio d’Europa propone un modello di alfabetizzazione IA articolato su tre dimensioni: quella umana (le implicazioni etiche, sociali, cognitive e culturali dell’IA), quella tecnologica e quella pratica, organizzate attorno a quattro aree tematiche: la comprensione di base dell’IA, i diritti umani e la dignità della persona, la democrazia e lo Stato di diritto, l’agency sociale e il pensiero critico. Un principio guida ricorre in più punti del documento, così come il Garante italiano ha già affermato in materia di dati biometrici a scuola: gli esseri umani non dovrebbero delegare la propria autonomia, il proprio giudizio o la propria responsabilità ai sistemi di intelligenza artificiale.
Il collegamento con l’AI Act e i decreti italiani
La raccomandazione si inserisce in un quadro normativo già in movimento. Con il pacchetto Digital Omnibus approvato dall’Unione Europea a fine giugno 2026, il regime più severo, riservato ai sistemi ad alto rischio, è stato rinviato al 2 dicembre 2027, ma gli obblighi generali dell’AI Act — incluso quello di alfabetizzazione — restano operativi dal 2 agosto 2026. Nella seduta del 4 agosto in cui ha varato i decreti legislativi di adeguamento, il Governo ha confermato la governance nazionale: l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) come autorità di notifica e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) come autorità di vigilanza del mercato. Per le scuole resta valido il riferimento delle linee guida del Ministero dell’Istruzione e del Merito sull’introduzione dell’IA nelle scuole.
Checklist operativa per il dirigente scolastico
- Verificare che il personale docente e amministrativo abbia già ricevuto una formazione di base sull’IA, obbligatoria dal 2 febbraio 2025 ex art. 4 AI Act.
- Programmare per l’anno scolastico in corso percorsi di aggiornamento continuo, non limitati a un singolo evento formativo.
- Monitorare gli aggiornamenti del Ministero dell’Istruzione, che dovrà tradurre in indicazioni operative i decreti di adeguamento all’AI Act e gli indirizzi del Consiglio d’Europa.
- Assicurarsi che l’uso di strumenti di IA generativa nella didattica sia accompagnato da un’informativa privacy adeguata per famiglie e alunni.
- Conservare traccia documentale delle iniziative di formazione svolte, utile in caso di verifica da parte del Garante o del Ministero.
